Sistemi di analisi - Viscosimetri da Processo

Viscosimetri da Processo
Principio di misura
Il viscosimetro da processo Sofraser per la misura della viscosità di liquidi basa il suo principio di funzionamento sul controllo dell’ampiezza della vibrazione, che avviene alla frequenza di risonanza, di un’asta metallica immersa nel fluido da misurare. La variazione di tale ampiezza è inversamente proporzionale alla viscosità del liquido.

Benefici del viscosimetro a risonanza
In presenza di prodotti incrostanti e che cristallizzano, l’asta in vibrazione esercita una effetto naturale di auto-pulizia del sensore, evitando così eccessive pulizie e derive che comprometterebbero l’affidabilità della misura.

quando utilizzare il viscosimetro
- Nei processi di polimerizzazione è utilissimo per determinare il punto di stop, al fine di evitare spiacevoli incidenti che porterebbero a conseguenze molto onerose sia per la mancata produzione che per le opere di manutenzione per ripristinare il prodotto solidificato.
- In fase di produzione per automatizzare il processo e per limitare le analisi di laboratorio a poche saltuarie verifiche.
- In uscita, in fase di controllo del prodotto finito per avere la certezza di una produzione sempre costante e di qualità.

Applicazioni tipiche
- Per il controllo e la regolazione automatica della viscosità delle resine.
- Nel chimico per il processo di polimerizzazione (rilevazione momento di blocco della reazione).
- Su oli combustibili per ottimizzare la combustione e per ridurre la manutenzione.
- Nell’alimentare grazie alle versioni sanitarie con certificazione 3A per il controllo di yogurt, maionese, succhi di frutta, creme e molti altri prodotti.
- Nelle raffinerie sulle colonne di distillazione per il controllo del petrolio e suoi derivati.
- Nel farmaceutico e cosmetico per la concentrazione di creme, emulsioni, paste, etc.
- Negli zuccherifici per il controllo del processo di cristallizzazione.
- Controllo viscosità della patina in cartiera (nelle cucine delle cartiere che fanno carta patinata).
- Nell’industria della stampa per la regolazione automatica della viscosità di inchiostri e vernici.

Vantaggi del prodotto
- Sorprendenti sono le limitate dimensioni ed il peso del sensore rispetto a molti altri sistemi analoghi molto più ingombranti e pesanti.
- Non necessita di manutenzione particolare in quanto non soggetto ad usura (nessuna parte meccanica in movimento).
- Progettato per il processo, si caratterizza per la semplicità, la robustezza e l’affidabilità.
MISURA DI VISCOSITA’ DA PROCESSO - Modello MIVI
Uno degli obiettivi maggiormente perseguiti in ambito industriale è l’aumento e l’ottimizzazione dell’automazione che comporta come risultato un miglioramento della qualità, un maggior grado di sicurezza ed affidabilità ed una migliore utilizzazione delle risorse produttive.
Una svolta importante in questo settore è lo sviluppo di sensori in grado di fornire standards qualitativi elevati accompagnati da caratteristiche di robustezza ed affidabilità tali da renderli impiegabili anche nelle più critiche condizioni di processo. Tale risultato è oggi disponibile anche per la misura in continuo della viscosità di fluidi con il sensore tipo MIVI prodotto da SOFRASER e distribuito in Italia da ITAL CONTROL METERS di Carate Brianza (MI).
Si tratta di un sensore basato sul controllo della frequenza di vibrazione (risonanza) di un elemento sensibile immerso nel fluido, la cui variazione è in relazione con la viscosità del fluido stesso. La semplicità realizzativa è il fattore determinante che consente l’impiego di questo misuratore anche in condizioni limite, con temperature fino a 300°C e pressioni fino a 150 bar, il montaggio avviene in linea o ad immersione nel caso di serbatoi o reattori ed è adatto a fluidi con viscosità da 0.1 mPa.s fino ad oltre 1000 Pa.s.
Vari tipi di elettroniche di controllo possono essere impiegate in funzione della specifica esigenza sia per fornire la misura della viscosità alle condizioni di processo che per fornire invece una misura a condizioni di riferimento predeterminate. Versioni per impieghi sanitari/alimentari con certificato “3A” e versioni con certificazione di antideflagranza secondo norme ATEX completano il quadro di uno strumento progettato per risolvere molti problemi tipici dell’industria petrolifera, petrolchimica, chimica, farmaceutica ed alimentare, tra i quali citiamo ad esempio il controllo in continuo del processo di polimerizzazione o di produzione di resine e colle di vario tipo.